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un'Opera per il Castello

UN'OPERA PER IL CASTELLO
CONCORSO GIOVANI ARTISTI CASTEL SANT’ELMO, NAPOLI
VIII EDIZIONE

 

Il concorso Un’Opera per il Castello si inserisce nella politica di valorizzazione e divulgazione dell’arte contemporanea che viene svolta dalla Direzione regionale Musei Campania, in collaborazione e con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Il complesso monumentale di Castel Sant’Elmo, dopo gli imponenti lavori di restauro e la sua restituzione alla fruizione dei cittadini e di un più vasto pubblico di visitatori, ha avuto un ruolo fondamentale per la diffusione della conoscenza del linguaggio artistico contemporaneo attraverso la realizzazione di numerosi eventi, manifestazioni e mostre, divenendo luogo di ricerche e sperimentazione e sede di numerose opere realizzate site specific.

La vocazione al contemporaneo si è consolidata con l’apertura, nel marzo del 2010, della sezione museale Novecento a Napoli. Per un museo in progress, dedicata agli avvenimenti storico-artistici nella città e alla costante relazione di questi con lo svolgersi dei movimenti e delle poetiche di riferimento nazionale. L’attività del museo, che si definisce non a caso in progress, è rivolta non solo all’acquisizione di nuove opere d’arte e all’ampliamento dei suoi confini cronologici e tematici, ma anche a un confronto continuo con la storia del Novecento e con l’ampio e variegato panorama delle esperienze creative attuali.

Il concorso Un’Opera per il Castello continua, quindi, un percorso, già tracciato da tempo e che, nel più immediato futuro, si propone di trasformare, sempre più, il Castello in uno spazio in cui le giovani generazioni di artisti possano trovare un legittimo riconoscimento di pubblico e di critica attraverso esperienze innovative e il coinvolgimento di un vasto pubblico e di appassionati.

 

Tema della VIII edizione del concorso: 

Chiusi dentro, chiusi fuori.
Come salvarsi insieme, come ricostruire comunità.​
Cosa ci lascerà questa crisi?

Il tema di quest’anno non può prescindere dalla grande crisi, sanitaria ma anche economica e sociale, che ha colpito tutto il pianeta facendo saltare improvvisamente tutte le certezze individuali e collettive e mettendo in discussione i paradigmi interpretativi e gli strumenti culturali di questo nostro tempo. Obbligati alla separazione, al distanziamento fisico, abbiamo rinunciato a molti diritti individuali a fronte di un bene superiore e collettivo, preservare la salute di tutti.
Solitudine, divieti e prescrizioni si sono incisi sui nostri corpi e sui nostri linguaggi: abbiamo perso ogni abitudine al contatto, che sfuggiamo quasi con paura, non ci si abbraccia più.
Dietro le mascherine scompaiono i volti, luogo privilegiato dell’espressione dei sentimenti e delle emozioni. Chiusi dentro, chiusi fuori, i corpi si contraggono su loro stessi, senza possibilità di interagire con altri corpi, se non nel limitato ambito degli affetti più stretti.
Durante la chiusura serpeggia tra le persone, più isolate, insicurezza per il futuro e si vivono momenti di sospensione e di inquietudine, ma questa condizione può anche insegnarci qualcosa in termini personali e collettivi, nessuno si salva da solo. Si concretizzano così gesti di solidarietà e azioni di condivisione verso chi ha meno di noi e si avverte il bisogno di vivere insieme l’esterno, quello delle città o dei paesaggi immersi nella natura.
Le crisi contengono infatti potenzialità da cogliere e possibilità di riflessione. Forse la normalità di prima non era così giusta, così ottimale. Forse la normalità di prima non tornerà più, e potremo progettare una nuova normalità più giusta, meno diseguale, più umana.
Castel Sant’Elmo racchiude tutte queste “immagini della pandemia”: fortezza inespugnabile e luogo di prigionia, ma anche al centro di un abbraccio visivo di “condivisione”, grazie alla sua speciale orografia, alla storia urbana e sociale del territorio.
Nel momento in cui le arti (e i loro luoghi) scoprono di avere limitazioni oggettive, la chiusura dei musei, delle mostre, delle sale per i concerti, dei cinema e dei teatri, questa edizione rivolge agli artisti l’invito a condividere l’esperienza del distanziamento, del restare chiusi dentro per far emergere la varietà di pensieri e sentimenti che questa situazione può generare.


 


Napoli, Castel Sant'Elmo e Museo e Certosa di San Martino

 

 

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Storia Vincitori e Finalisti

Concorso un'Opera per il Castello - Napoli, Castel Sant'Elmo
drm-cam.santelmo@beniculturali.it



webmaster Gabriella Pennasilico


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